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mercoledì 22 ottobre 2008

Tanzania: scoperte 17 nuove specie di animali mai visti prima

C’è solo una strada che passa nell’interno della Tanzania: parte dalla città di Dar es Salam, sulla costa, e attraversa tutto il paese. Dopo quattro ore di macchina, in direzione della capitale Dodoma, si cominciano a vedere in distanza i picchi rocciosi che sbucano in cima alla catena dei Monti Nguru, coperti dalla foresta pluviale e quasi sempre avvolti in una fitta nebbia. E’ lì in mezzo, cioè in uno dei luoghi finora meno esplorati della terra, che Michele Menegon, ricercartore del Museo Tridentino di Scienze Naturali, ha scoperto 17 nuove specie di rettili e anfibi. Per quanto se ne sa fino ad ora queste rane, rospi, camaleonti e serpenti, che nessun occhio umano aveva mai visti finora, e che non hanno ancora un nome, vivono solo su queste montagne. Dopo diverse spedizioni, per un totale di oltre due mesi interi trascorsi tra i 700 e i 2400 metri, sono state catalogate 97 specie di rettili e anfibi e, tra queste, 17 sono appunto risultate totalmente sconosciute. Molte altre rischiano di restarlo per sempre, visto che possono estinguersi a breve, prima che l’uomo ne scopra l’esistenza. Questa foresta montana, che si estende su un’area di circa 180 km quadrati, è minacciata dalla pressione da parte delle popolazioni indigene che vivono ai suoi margini. La gente dell’altopiano taglia e brucia gli alberi per far posto alle coltivazioni di mais, patate e altri ortaggi. Prima ancora di avere un nome, quindi, molti di questi organismi che abitano questa zona rischiano di scomparire.
Michele Menegon, nella foresta della Tanzania sui monti Nguru, i leopardi li ha incontrati diverse volte. Sempre di notte, sempre da solo. «Una sola volta ho avuto paura, quando lo sentivo ma non lo vedevo. Capivo che era a una decina di metri circa, sentivo il soffio rauco, ma non riuscivo a vederlo». Le altre volte, invece, gli occhi del leopardo sono sempre finiti, nel fascio di luce della torcia di Michele. E questo lo tranquillizzava: «In questi casi non ho provato paura. E’stato come se si congelasse tutto intorno a me, ma non avevo paura. Sono solo rimasto fermo e lui se ne è andato. Del resto noi non siamo sue prede». Quello di Menegon non è un lavoro come un altro. Fa l’erpetologo, cioè un ricercatore che studia rettili e anfibi; è una via di mezzo tra un esploratore e uno scienziato.

Stare settimane nella “msituni kabisa”, nel cuore della foresta, come dicono le guide e i portatori che accompagnano queste spedizioni, non è impresa semplice. Per cinque ricercatori servono almeno 12 portatori, per un bagaglio complessivo di due quintali e mezzo. Per trovare rettili e anfibi ci sono due condizioni ideali: la stagione delle piogge, quando la foresta è al suo massimo di umidità, e il buio. E’ per questo che mentre gli altri dormono nel campo, Michele va in giro per la foresta con le sue torce.
La molla che lo spinge è quella di cercare di essere il primo uomo ad avere tra le mani un essere vivente che nessuno, fino a quel momento, aveva mai visto. E poi studiarlo, dargli un nome e presentarlo alla comunità scientifica. Tra le 17 specie scoperte ce n’è stata una che lo ha colpito più di altre. “Era diventato buio da poco. Mi ero mosso solo di qualche decina di metri dal campo – racconta Menegon - e stavo ascoltando i canti che arrivavano dai rami degli alberi. Distinguo un hyperolius, piccola rana gialla che conosco bene ma sento anche un altro canto più sommesso, che ricorda quello di altre specie di calluline incontrate su altri massicci montuosi. Era diverso: frequenze più basse, con una ripetizione delle note più lenta, e di norma il canto delle calluline conosciute finora proviene sempre dai rami degli alberi, mentre questo arriva dal basso. Cerco con la pila tra le foglie alla base di un grosso albero e vedo una grossa rana seminascosta. La guardo nella luce della torcia frontale, e sono subito certo che si tratta di una specie nuova: appartiene al genere delle Calluline, ma è completamente diversa da quelle note fino ad oggi: più grande con grosse ghiandole chiare sulle zampe, colorata e con la pelle che produce riflessi metallici. Ha occhi arancioni e un colore mai visto. L’ho messa nella sacca e sapevo di aver iniziato bene il giro quella sera”.



Una specie nuova di anfibio del genere Callulina, trovato sui monti Nguru nel corso delle spedizioni del 2004-2006. Femmina

Una nuova specie di rana arboricola del genere Leptopelis

Il serpente Philothamnus hoplogaster nella sua variante di colore blu

La più impressionante delle nuove specie trovate sui Monti Nguru, grande e coperta di ghiandole, è del genere Nectophrynoides. Il sistema di ghiandole potrebbe rappresentare un sistema difensivo associato a secrezioni velenose.


La rarissima Prosymna ornatissima, ritenuta estinta da decenni e ritrovata solo di recente.

martedì 14 ottobre 2008

Oggi sbarcano gli alieni

Il conto alla rovescia è partito diverso tempo fa. Adesso ci siamo - finalmente: il 14 ottobre 2008 gli alieni appartenenti alla «Federazione della Luce» raggiungeranno la Terra. Perlomeno di quest'idea sono la medium «Blossom Goodchild» e i suoi seguaci sul web. Pare che sia giunto il momento di conoscere la «verità» sull'esistenza di vita extraterrestre nell'Universo. Fenomeno internettiano o ennesima previsione fasulla, sono molti i blog e le community che discutono animosamente sul web.
«14 october 2008 aliens»: digitando queste semplici parole su un qualsiasi motore di ricerca compaiono milioni di pagine. Dapprima la buona notizia: gli alieni si presenteranno quest'oggi, martedì, sul nostro pianeta, senza nessuna intenzione bellicosa. «Veniamo per aiutare il vostro pianeta»; «Non veniamo per conquistarlo»; «Non veniamo per distruggere»; «Veniamo per portarvi speranza». Questo - si tiene conto delle virgolette - avrebbero detto gli stessi alieni della «Federazione della Luce» tramite «Blossom Goodchild». L'australiana, emigrata dalla Gran Bretagna, una sorta di sensitiva che fino ad oggi ha operato perlopiù come «chaneller», ovvero come persona in contatto con le altre dimensioni, ha ricevuto il messaggio nell'agosto scorso. Da allora è diventata una sorta di addetta stampa ufficiosa degli affettuosi ET. Esseri viventi di natura extraterrestre le avrebbero indicato la data del 14 ottobre 2008 come momento di congiunzione tra la razza umana e quella aliena. A detta della sensitiva, una grossa astronave apparirà nei cieli dell'emisfero sud del pianeta per 72 ore, portando il messaggio di pace. Ovviamente si tratta delle solite sciocchezze, a detta dei più. «Questa è invece la prova finale», sostengono alcuni ufologi e simpatizzanti della materia.

Due sono tuttavia gli aspetti insoliti della profezia: fino all'ultimo Goodchild si dice sicura che l'evento extrasensoriale ed extraterrestre ci sarà. Inoltre, la notizia ha avuto talmente tanta eco sul web che dal 6 ottobre scorso la cara australiana è raggiungibile solo per «vie telepatiche», qualunque cosa ciò voglia dire. Troppe le mail, le telefonate e le domande. Come se non bastasse nelle ultime settimane si sono improvvisamente moltiplicati gli avvistamenti (presunti) di navi spaziali e oggetti non identificati nei cieli di mezzo mondo. Che, naturalmente non hanno tardato a circolare nella vasta rete del web. C'è chi il 4 ottobre scorso ha visto degli UFO triangolari nei cieli di Filadelfia:puntini bianchi ripresi da una videocamera amatoriale sopra le teste del pubblico che assisteva al concerto di Bruce Springsteen per il candidato democratico alla Casa Bianca Barack Obama. E, a quanto pare sembra, anche il punto d'atterraggio della navicella spaziale sia già stato fissato: nella tranquilla e piovosa regione del Galles a nord dell'Inghilterra. Dal 17 settembre scorso si sono infatti concentrate le attività sospette attorno alla cittadina di Wrexham. Ma gli stessi alieni avrebbero comunicato a Goodchild che l'atterraggio avverrà nell'«emisfero australe».

Ma sono molti gli ufologi che non credono alla profezia: Stephen Yulish, per esempio, si dice sicuro che il 14 ottobre nessun UFO atterrerà sul nostro pianeta. Sulla pagina «Ufo Digest», l'ufologo dà sfogo a tutto il suo scetticismo. «Sì, gli UFO esistono, ma sono cattivi», è la sua teoria. Altri critici, al contrario, argomentano in maniera più realistica e scientifica. E sono migliaia i contributi, le domande e i forum italiani che partecipano all'inconsueta ma accattivante discussione.

«Veniamo a comunicarvi che il giorno 14 ottobre 2008 un'astronave di grandi dimensioni sarà visibile nei vostri cieli, nella porzione sud del vostro emisfero e sarà compresa nel campo visivo di molti dei vostri stati. È stato deciso che resteremo all'interno della vostra atmosfera per un periodo di almeno tre giorni e durante questo periodo di tempo ci sarà molta agitazione sul vostro pianeta, i vostri governanti e le alte sfere di potere del vostro pianeta cercheranno di invadere lo spazio atmosferico che circonda la nostra astronave, le misure di sicurezza che abbiamo adottato a questo scopo sono necessarie dal momento che avrà probabilmente luogo una specie di commedia ad opera dei vostri stessi governanti volta a negare la nostra azione pacifica», recita il fantomatico messaggio ricevuto da «Blossom Goodchild».

giovedì 9 ottobre 2008

I pesci degli abissi

Animali marini mai visti prima filmati a una profondità di 7 mila metri nell'Oceano Pacifico

Un asteroide è caduto sulla Terra

L'asteroide 2008 TC3 ha colpito la Terra martedì mattina lasciandoo un'impronta sonora raccolta dal Dr. Peter Brown dell'Università del West Ontario. Una rete acustica dislocata in Kenya l'ha registrata. Intanto si è precisato anche l'identikit dell'oggetto scoperto dagli astronomi di Monte Lemmon in Arizona grazie alla ricognizione sostenuta dalla Nasa nota come Catalina Sky Survey for near-Earth object. Il piccolo corpo era poi seguito anche dai telescopi in Australia.

Intanto la sua taglia è risultata di circa cinque metri di diametro. «Questo significa – spiega Andrea Milani dell'Università di Pisa impegnato a seguire l'evento - che nell'impatto l'esplosione ha liberato un'energia pari a circa due kiloton. Inoltre il corpo ruotava molto rapidamente sul proprio asse compiendo un giro in meno di un minuto».
La natura dell'oggetto infine è stata identificata come condrite carbonacea e quindi appariva molto scuro. «Nel Nord del Sudan – conclude Milani – in superficie si potrebbero certamente reperire piccoli frammenti sopravvissuti alla disintegrazione di alcuni centimetri di diametro».

mercoledì 1 ottobre 2008

A piedi nudi nel parco


In Ungheria, a Tabajd, senza scarpe e calze: sassi, acqua, legno per un percorso di sensazioni


martedì 30 settembre 2008

Scoperto il dinosauro carnivoro che respirava come un uccello

Alcuni scienziati hanno rinvenuto i resti di un dinosauro carnivoro di grossa taglia con un apparato respiratorio molto simile a quello di un uccello di oggi. La scoperta rafforza l'idea che ci sia un legame tra volatili e dinosauri e contribuisce a spiegare l'evoluzione del sistema respiratorio proprio solo degli uccelli.

Estratto da rocce datate 85 milioni di anni, lungo le rive del Rio Colorado nella provincia argentina di Mendoza, questo predatore lungo 10 metri e che camminava in posizione eretta pesava quanto un elefante e aveva probabilmente le piume, secondo quanto hanno riferito gli scienziati. Ma il suo apparato respiratorio rende questo dinosauro unico, ha detto Paul Sereno dell'Università di Chicago, che ha scritto della scoperta sulla rivista Plos One. Al posto dei polmoni che si espandono e restringono, ha detto Sereno, questo animale potrebbe aver avuto delle sacche d'aria che funzionavano come una sorta di soffietto, che spingevano l'aria nei polmoni rigidi, come accade negli uccelli.

La medusa trasporta il granchio


Il curioso connubio nelle acque della Florida: la medusa è una Nomura rosa, una delle più grandi.

Guarda il video!

venerdì 26 settembre 2008

Canada: scoperta la roccia più antica del mondo

Potrebbe essere il frammento di crosta terrestre più antico del mondo - età 4,28 miliardi di anni - la roccia ritrovata in Canada, nel Quebec settentrionale, in un'area subartica. La scoperta, annunciata su Science, è stata fatta da un team di geologi della McGill University di Quebec, in collaborazione con il dottor Richard Carlson della Carnegie Institution di Washington. Fino ad ora la roccia più antica del mondo - con un età di circa 4,03 miliardi di anni - era stata ritrovata sempre in Canada, nel nord-ovest del Paese.

venerdì 12 settembre 2008

Blocco di ghiaccio da 10kg colpisce una macchina

Del blocco di ghiaccio di dieci chili, una parte è rimasta sul cofano che aveva appena colpito, piegato, rovinato. L'altro pezzo è rimbalzato, ha superato un muro di cinta di tre metri e mezzo, è volato in diagonale per dieci metri e ha chiuso la corsa contro il muro della caserma. La caserma è del Pronto impiego della Guardia di finanza, in via Ramusio, tra le vie Ferrari e Ripamonti. Il cofano è dell'auto di un militare, una Ford Focus acquistata due anni fa e parcheggiata all'esterno della struttura, che dista sei chilometri da Linate. Un'annotazione geografica, quest'ultima, fondamentale nella storia di ieri mattina, alle 11.30, che avrebbe potuto ammazzare.

Vicino, vicinissimo alla Focus c'era un gruppo di finanzieri. «Prima un sibilo, poi un botto tremendo», hanno raccontato (incolumi). Il blocco, forse, s'è staccato da un aereo in fase di atterraggio. In particolare, si potrebbe essere staccato dai portelloni del carrello. Non vi sono certezze. Indizi? Zero. O quasi: i finanzieri, ai fini del risarcimento assicurativo per lo sfortunato collega, dicono che quel che è rimasto del blocco sta lì, in via Ramusio, ben conservato in freezer. In ogni modo, spiega Valerio Mascagna, fisico, che prendendo in esame il peso del meteoritino, ossia dieci chili, e ipotizzando un punto di partenza della discesa di 100 metri, i dieci chili possono raggiungere velocità prossime a 150 all'ora. Figurarsi da più in alto.


E in alto di quanto, chi lo sa: di certo, dice un pilota dell'Alitalia, considerata la distanza da Linate di sei chilometri, i metri d'altezza potrebbero essere stati anche 900. Prime ufficiose indagini parlano della «responsabilità» di un aereo arrivato dall'Est Europa, dai Balcani, che ieri mattina hanno vissuto ore di turbolenza, temporali, freddo e conseguente gelo ad altissima quota. Aggiunge Mascagna che, data per buona l'ipotesi, peraltro la più probabile, del blocco staccatosi dall'aereo, può capitare che a causa di correnti fredde a bassa quota, dunque in fase di atterraggio, sul velivolo rimangano blocchi di ghiaccio. Che, scendendo progressivamente, allentano la presa, traballano, volano giù.

La spiegazione ci sta. E però, aggiunge il pilota dell'Alitalia, la presenza di ghiaccio è una possibilità non rara sugli aerei che scendono a Tokyo dopo aver attraversato la Siberia, ma non certo a Linate. Uno scalo per velivoli di media percorrenza, non con rotte su distanze siderali. Domanda: ma se aereo non è stato, siamo davanti a un «giallo»? Boh. I blocchi di ghiaccio che calano in picchiata sul pianeta terra e rischiano di centrarci in pieno e buonanotte al centrato, alimentano, da tempo, leggende.

Leggende che toccarono l'apice per frequenza e intensità nel Duemila. Allora, ci furono talmente tanti episodi che un pubblicitario si disse disposto a pagare cinque miliardi (di lire) per l'esclusiva delle immagini, in diretta. Non ce la fece. E dire che di blocchi ne venivano avvistati città dopo città, regione dopo regione. A volte erano veri. A volte erano profondi misteri. Come il mistero di ieri. Una roba sulla quale indagare davvero. E mica perché riguarda la Guardia di finanza, anzi le è finito addosso.

giovedì 11 settembre 2008

Alberi folli, quando la natura si diverte

Forme rotonde o plastiche, decisamente sempre allusive.


Ecco gli alberi più pazzi del mondo, che diventano ballerine e corpi maschili e femminili. Il giornale spagnolo 20 Minutos ha dedicato al tema un sondaggio, una celebrazione divertita delle forme più strane che la natura assume quando vuole "giocare" un po'.




martedì 9 settembre 2008

La gara dei taglialegna


In Austria il campionato europeo di "lumberjack", sfida ad abbattere tronchi a colpi di accetta e sega.


Guarda il video!


Il tedesco Dirk Braun è riuscito a difendere il suo titolo europeo, tra le squadre ha trionfato la Repubblica Ceca


venerdì 5 settembre 2008

Kenya: nevica per la prima volta

Nella Rift Valley, a Busara, 255 km da Nairobi, si sono svegliati sotto la neve.

I pezzi di ghiaccio sono tenuti in mano ed esibiti come tesori. Come detto si tratta di un evento straordinario in quanto è la prima volta nella vita degli abitanti di questo villaggio. Alcuni temono che sia la prima avvisaglia di uno sconvolgimento climatico che sta colpendo anche l'Africa.


I meteorologi lo spiegano come un fenomeno raro ma dovuto all'incontro tra correnti d'aria fredda provenienti dall'Oceano Indiano e aria calda in arrivo dal Congo.

mercoledì 3 settembre 2008

Giappone: la tremenda caccia ai delfini

Ogni anno, da ottobre a marzo, a Taiji (Giappone) migliaia di delfini sono braccati e crudelmente uccisi lasciandoli morire dissanguati.


Sconsigliata la visione a deboli di cuore

martedì 2 settembre 2008

Un ponte tibetano sopra il paese fantasma

Quando sarà costruito, entro il prossimo anno promette il sindaco, sarà uno dei ponti tibetani più lunghi del mondo. Duecento metri di architettura postmoderna, realizzati con corda, acciaio e legno, un metro di larghezza, a quattro metri di altezza sul lago artificiale di Vagli, nella parte orientale delle Alpi Apuane, in provincia di Lucca. Sarà un ponte unico e quasi sfiorerà il «paese trasparente», ovvero Fabbriche di Careggine, borgo da mezzo secolo sommerso dalle acque della diga e appena visibile sotto l’acqua increspata, con le case, i campanili gli antichi vicoli quasi intatti. Uno spettacolo unico nello scenario di una Toscana inconsueta e straordinaria. Che potrebbe interessare ogni anno almeno centomila turisti, come ha stabilito, con «scientifiche proiezioni demoscopiche», uno studio che il Comune di Vagli Sotto ha commissionato a un istituto di ricerche di Genova.

Progetto e costruzione del ponte costeranno un milione di euro e i lavori inizieranno a ottobre. Il primo lotto, già approvato, prevede l’installazione di due postazioni ancorate con piloni di cemento dentro la roccia. «Servono però altri tre milioni per le infrastrutture – spiega il sindaco Mario Puglia, Pdl – che cerchiamo di ottenere da sponsor e pure dagli spot pubblicitari girati sul ponte dalle tv. Vogliamo infatti realizzare una rete di bus navette, costruire parcheggi, punti di ristoro per i turisti. E anche un piccolo approdo sul lago artificiali con barconi che possano traghettare i turisti da una parte all’altra delle sponde». I primi riscontri sono positivi. Al business è interessata Mediaset che potrebbe acquistare diritti di ripresa per alcune fiction. Venerdì ci sono stati i primi contatti e l’affare pare sia quasi fatto.


Qualche finanziamento per alcune infrastrutture collegate al progetto potrebbero arrivare anche dal governo. Come il piano, ambiziosissimo, da cinque milioni di euro per realizzare una cupola di vetro per coprire il villaggio sommerso di Fabbriche, un paese (31 case e una chiesa) abitato sino al 1953 da 28 famiglie, in tutto 146 abitanti, costretti ad abbandonare abitazioni, ricordi e persino i propri cari sepolti nel vicino cimitero. L’acqua del torrente Edron confluì nella diga, voluta nel 1941 dal regime fascista, e annegò il paese. Ma non i ricordi e le leggende. Storie fantastiche, ancora oggi sorprendentemente vive, che raccontano di fantasmi aggirarsi nelle notti di luna piena sulla superficie dell’acqua e di grida, strane musiche, invocazioni.


Secondo il sindaco, il progetto del ponte sarebbe una panacea per l’economia del piccolo comune montano. Qui il turismo di massa si ha soltanto una volta ogni dieci anni quando la diga viene svuotata e il sole torna a illuminare case e chiesa di Fabbriche, il paese sommerso. «Quella di Vagli è la diga più grande di centro Italia – spiega Puglia - con 34 milioni di metri cubi di acqua e un’altezza di quasi 100 metri. Quando la svuotiamo, di solito una volta ogni dieci anni, a Vagli arrivano un milione di persone, interessate al paese sommerso, alla sua storia e alle sue leggende. Il ponte sarà un’attrazione permanente e se riusciremo a realizzare la campana di vetro su Fabbriche avremo centrato un grande obiettivo». La data per svuotare l’invaso è stata fissata per il 2011 e pare che le prenotazioni siano già migliaia. E per la prima volta sarà possibile camminare sopra il “paese trasparente” cullati dal vento.

giovedì 28 agosto 2008

Il salto record del pesce volante

Giappone: ripreso da una videocamera il balzo più lungo mai filmato di questa specie acrobatica

Guarda il video!

mercoledì 27 agosto 2008

Usa: pesca record con la canna giocattolo

Pesca miracolosa in North Carolina.
Ha utilizzato la canna di Barbie che aveva acquistato alla figlia di tre anni per pescare un gigantesco esemplare di pescegatto. David Hayes ci ha messo 25 minuti ma alla fine è riuscito a tirar fuori dall'acqua questo pesce da 81 centimetri

venerdì 22 agosto 2008

Il mistero di Oetzi

Oetzi è il celebre uomo preistorico ritrovato nel 1991 sul ghiacciaio del Similaun tra le vette innevate dell'Alto Adige. Di lui sappiamo fu ucciso, che aveva circa 45 anni e che soffriva di artrosi, conosciamo persino cosa aveva mangiato qualche ora prima di morire.

Eppure Oetzi conserva ancora dei segreti. Ora, però, un nuovo studio sul suo abbigliamento potrebbe gettar luce su alcuni aspetti della sua vita quotidiana. Secondo dei ricercatori tedeschi, questo antico abitante delle Alpi, giunto fino a noi dall'Età del Rame, era probabilmente un pastore. Ma non tutti sono d'accordo. Le congetture su chi fosse Oetzi sono iniziate sin dal ritrovamento del suo corpo, conservatosi per oltre 5.000 anni in una conca a 3.200 metri di altezza su una montagna al confine con l'Austria. L'ascia di rame che portava con sé indica che nel suo villaggio era un uomo di rango, ma non fornisce molte altre informazioni. Nemmeno gli altri oggetti rinvenuti dagli archeologi, tra i quali un arco, un pugnale e dei recipienti in corteccia di betulla, hanno permesso di dare una risposta definitiva.


Era un religioso? Un cacciatore? Un pastore? Anche se la società all'epoca era poco differenziata e quindi non esistevano dei veri e propri lavori, quest'ultima ipotesi era ritenuta plausibile. Una conferma potrebbe venire da nuovi studi sul suo abbigliamento, confezionato quasi esclusivamente con pellame di animali. In Germania dei ricercatori della Saarland University hanno analizzato alcuni pezzetti dei vestiti dell'uomo di Similaun con uno spettrometro di massa. Questo strumento, che permette di determinare la composizione chimica dei campioni, secondo loro può infatti dare risultati più affidabili del test del Dna nell'analisi di pelli lavorate.

Gli studiosi hanno confrontato i peptidi delle proteine presenti nei peli antichi con quelle di varie specie di animali di oggi. I risultati, pubblicati su Rapid Communications in Mass Spectrometry, non lasciano dubbi: "provengono da pecore e bovini, proprio il bestiame di cui si occupano i pastori durante i loro spostamenti stagionali", dice il principale autore della ricerca, Klaus Hollemeyer. Lo studio fornisce dunque ulteriori informazioni su Oetzi, che negli ultimi anni è già stato sottoposto a moltissime analisi all'avanguardia. Ad esempio, si è scoperto che quest'uomo di circa 50 chilogrammi alto un metro e sessanta poco prima di morire era stato colpito da una freccia, che soffriva di vari malanni e che come ultimo pasto aveva mangiato carne e cereali.

Le conclusioni tratte da Hollemeyer e dai suoi colleghi non sono però condivise da tutti gli esperti. "All'epoca di Oetzi - dice Gunter Kauffman del Museo archeologico dell'Alto Adige di Bolzano, il luogo dove è conservata la mummia dell'uomo di Similaun - ognuno era in grado di fare quasi tutto e la società non era molto diversificata, dunque mi pare difficile poter dire che svolgeva un determinato lavoro basandosi sull'abbigliamento". "L'ascia - continua - ci permette di affermare che era un personaggio di spicco, quindi non poteva essere un semplice pastore. Magari era un proprietario di greggi. Purtroppo sappiamo troppo poco su quel periodo: possiamo fare solamente delle ipotesi".

mercoledì 23 luglio 2008

Eco-vacanze in camping di lusso: tenda a cinque stelle

Tornare alle cose essenziali, ecco il vero lusso. Almeno in Francia, la sorpresa di questa estate è il successo delle vacanze all'aria aperta. Dormire sotto le stelle, svegliarsi con la luce naturale, bere acqua sorgiva, lavarsi nei ruscelli e mangiare ortaggi e frutta coltivati negli orti biologici. Piace sempre di più. A dirigenti stressati che sentono il bisogno di disintossicarsi da email e cellulari, a coppie con bambini in cerca di un ritmo più naturale.

Piace a chi vuole studiare, leggere, trovare silenzio e tempo per pensare. Piace ai ricchi, perché i camping all'ultima moda sono fatti apposta per loro. Robinson sì, ma senza sacchi a pelo, borracce, fornelli e pesanti attrezzature da trasportare. Chiamarli campeggi infatti è riduttivo. I prezzi sono molto più alti (circa 100/150 euro a notte) e i fondatori di questi villaggi ecologici vogliono addirittura promuovere tra i frequentatori una diversa filosofia di vita. Non a caso, hanno scelto un nome - Huttopia - che richiama l'isola immaginaria di Tommaso Moro. "Abbiamo deciso di creare questo nuovo concetto di vacanza dopo un viaggio in Canada" raccontano gli ideatori, Céline e suo marito Philippe Bossane. "Lì, il campeggio è una vera e propria esperienza che cambia abitudini e mentalità anche quando la vacanza è finita". In questi giorni, tutto esaurito nei tre villaggi francesi inaugurati dal 2005: a Rillé, vicino ai castelli della Loira, nella foresta di Rambouillet e a Versailles.

Quest'ultimo eco-camping è spesso preso di mira per weekend alternativi dai bobos (bourgeois-bohémiens) parigini: in venti minuti di metro dalla Tour Eiffel si può scoprire un giaciglio in mezzo ad alberi secolari, senza rumori di macchine, radio e televisori. Le regole per gli ospiti sono rigide: niente elettricità (pannelli fotovoltaici e stufe a gas), automobili proibite, raccolta differenziata nelle abitazioni. Rispetto ai campeggi tradizionali, viene preservata una certa privacy: massimo duecento occupanti per ogni villaggio. E per distrarsi vengono proposte visite ornitologiche, gare di canottaggio oppure di acro-branche, un nuovo passatempo molto popolare tra i giovani che sembra ispirato a Tarzan: ci si lancia dalle cime degli alberi attaccandosi a lunghe corde.

Il mito del buon selvaggio, è tornato in voga. Con un certo stile, un tocco di eleganza. La biancheria nelle tende è di cotone ecologico, i materassi in lattice naturale, le lampade a gas sembrano quelle dei primi colonialisti. Le piscine sono in legno e con ninfee e sassolini che dovrebbero proteggere dai germi. Per chi preferisce, c'è anche uno stile più americano anni Settanta, abitazioni ricavate dai camper famosi per le traversate coast to coast. L'idea di rinunciare a una bella suite con schermi al plasma, jacuzzi e servizio in camera, per dormire all'addiaccio non è una novità assoluta. Le riviste d'arredamento propongono da tempo consigli per acquistare capanne prefabbricate da installare su terreni (soprattutto quelli dove non si può edificare) e raccontano di come sia trendy costruirsi una casetta sugli alberi lontani dal mondo, come sognano tutti i bambini. Il famoso architetto Le Corbusier, per esempio, preferiva trascorrere le sue vacanze in una piccola capanna di sedici metri quadri a picco sul mare di Roquebrune-Cap Martin, piuttosto che in una delle sontuose ville della Costa Azzurra. La rinuncia a certe comodità, diceva, permette di aprire il cuore e la mente.

martedì 22 luglio 2008

Zeb il biologo pescatore e la razza gigante

Continua la caccia di Zeb Hogan, biologo dell'Università del Nevada, al pesce più grosso della terra. Il ricercatore americano, partito per un viaggio intorno al mondo, è qui immortalato con una razza gigante presa ad aprile sul fiume Mekong da un pescatore cambogiano. La creatura marina pesa circa mezza tonnellata ed ha un diametro di oltre quattro metri. A Zeb Hogan il canale Nat Geo Wild (canale 405 Sky) dedicherà il 25 luglio alle 21.10 la puntata "Pesci giganti".

giovedì 17 luglio 2008

Anguria, tutti vogliono quella quadrata

I primi furono i giapponesi, poi i cinesi che ne producono in quantità per utilizzarli nelle decorazioni delle manifestazioni per i Giochi Olimpici di Pechino. Ora l'anguria quadrata inizia a mietere fan anche nel versante occidentale del globo e gli agricoltori italiani si adeguano, dando il via alla sperimentazione per ottenere l'insolito frutto