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giovedì 19 novembre 2009

Olanda: sì al sesso libero nei parchi

La polizia olandese ha stilato un nuovo regolamento che ha incuriosito e creato scompiglio: spingersi sino al rapporto sessuale completo nei parchi pubblici non sarà più perseguibile dalla legge. Sì è proprio così, a partire dalla fine dell'estate, dopo un'oretta di jogging al parco ci si potrà appartare per fare l'amore o semplicemente del petting.

Solo alcune regole da rispettare per non cadere in sanzioni salate: gli amanti (una coppia o più individui) potranno lasciarsi andare a effusioni erotiche solo dal tardo pomeriggio in poi, stare lontani dalle zone riservate ai bimbi, gettare i preservativi negli appositi contenitori e, per chi non può fare a meno della sigaretta post rapporto sessuale, buttare i mozziconi nei cestini!

Un nuovo regolamento che prevede anche multe salatissime per i padroni che non portano al guinzaglio il proprio cane, e per chi sporca il giardino pubblico.

Ad Amsterdam, in alcuni parchi il sesso libero è già permesso, ma l'invito è esteso a tutte le gradi città, da Rotterdam a Utrecht.

L'Olanda vuole spostare la prostituzione dai quartieri a luci rosse nei curatissimi parchi pubblici? O solo un segnale per ricordare che è e sarà il paese più tollerante del mondo?

Danimarca: «Picchiala» gioco choc contro la violenza sulle donne

Un ceffone, un secondo, poi un altro. Con tutta la forza. Quattro, cinque, sei... In totale: tredici schiaffoni in faccia. Fino a farla sanguinare. Ecco, siete al cento percento «gangsta», ovvero: dei veri duri. Ma anche: 100 per cento stupidi. Si chiama «Hit the bitch», letteralmente «colpisci la sgualdrina», l'inquietante campagna sociale contro la violenza domestica e sulle donne lanciata nel web in Danimarca. E le polemiche non mancano.

Il gioco interattivo è semplice, quanto provocatorio: si accede al portale www.hitthebitch.dk; dalla sinistra del teleschermo sopraggiunge una piacevole ragazza bruna. In sottofondo si sente rumore da discoteca. La giovane si rivolge al suo interlocutore, che in questo è l'utente davanti allo schermo del pc e dice: «Non sta a te decidere se io ballo con le persone o no»; «Voglio ballare con chi mi pare e piace». L'utente a questo punto può scegliere se usare il mouse o la webcam per simulare lo schiaffo con una grossa mano virtuale. In alto c'è una scala: si parte da «100 per cento pussy» (codardo) per arrivare al «100 per cento gangsta», a seconda del numero di manrovesci che la giovane deve supplire. Finito il gioco straziante, la ragazza si accascia a terra in lacrime, con la faccia gonfia e piena di lividi. Una voce fuoricampo afferma: «Cosa stai facendo? Non puoi nemmeno controllare la tua femmina. Un paio di schiaffi possono aiutare...». Il messaggio finale è eloquente: «Non è stato da duri colpirla. Hai perso il gioco quando hai alzato le mani la prima volta. Non ci sono scuse. Nessuna!». Visto il clamore suscitato in queste ore e i tantissimi accessi al sito, il gioco - al momento - è attivo solo per gli utenti danesi.

Una campagna rivolta ai teenager che colpisce al cuore ed allo stomaco. Ma se le intenzioni appaiono nobili, le critiche - soprattutto nei blog e nei forum di discussione - sono numerose.

La campagna vuole sensibilizzare in qualche modo su un problema crescente nel Paese: «In Danimarca ogni terza ragazza subisce abusi nella relazione», fa sapere l'organizzazione danese Born og Unge I Voldsramte familier, che si batte contro la violenza domestica e sui bambini. Fondata nel 2002 da Kirsten Raffel Hermanse, oltre all'aiuto ai più piccoli costretti a crescere in famiglie dove la violenza tra le mura di casa è all'ordine del giorno, l'ente non governativo si rivolge anche ai ragazzi e alle ragazze in giovane età. E' specializzato soprattutto nelle campagne di informazione e sensibilizzazione. La prima, che suscitò un certo clamore, era raccolta in un libro per bambini dal titolo: «Fa male quando papà picchia mamma», nel frattempo giunto alla quinta ristampa e distribuito in molti centri di aiuto psicologico, ambulatori, ospedali, residenze per l'infanzia e istituti scolastici in tutto il Paese.

In mutande, ladro bloccato in un muro

E' finita male per un ladro rumeno che per tentare di entrare in un supermercato è rimasto bloccato per ore in una finestrella del muro. Il 22enne ha cercato di penetrare nel negozio alle prime ore del giorno e quando ha capito di essere bloccato ha cercato in tutti i modi di divincolarsi. Si è mosso talmente tanto che gli sono caduti anche i pantaloni. E questa è la scena a cui ha assitito Antonio Oliveira il proprietario del supermercato della città di Almancil nel sud del Portogallo.

lunedì 24 novembre 2008

Giapponese come Tom Hanks, da mesi vive nel Terminal

Come Tom Hanks nel film di Steven Spielberg, Nohara Hiroshi vive in un aeroporto: esattamente nel Terminal 2 dello scalo Benito Juarez di Mexico City. Per ragioni che nemmeno lui è in grado di spiegare, l'uomo, un bidello giapponese, dallo scorso 2 settembre abita nel settore internazionale dell'aeroporto. Entrato regolarmente in Messico con un visto turistico della durata di 180 giorni, Hiroshi sopravvive grazie al cibo offerto dai ristoranti del terminal, dorme sulle poltrone nelle sale d'attesa e sta diventando una celebrità tra i turisti di passaggio che lo cercano, scattano foto e si intrattengono con lui


Usa: 19enne si toglie la vita in diretta tv online

Abraham Biggs, un giovane di colore, viveva in Florida ed aveva 19 anni. Si è tolto la vita davanti a 1500 persone in diretta su una web tv.

Guarda il video!


Guatemala: rivolta choc nel carcere con cinque decapitati

Sette detenuti sono stati uccisi in un carcere guatemalteco durante una brutale rissa con altri reclusi appartenenti a una gang rivale. Secondo quanto hanno reso noto le autorità del carcere di Pavoncito, nei pressi della città di Fraijanes, cinque delle sette delle vittime sono state mutilate e decapitate e le loro teste infilate su dei bastoni e esposte in modo che potessero essere visibili anche dall'esterno.
Nelle foto che seguono l'orribile morte dei detenuti.


La rissa, a quanto pare, è stata innescata dal trasferimento a Pavoncito di detenuti provenienti da un altro carcere. «Si è trattato di una disputa tra reclusi appartenenti a gang rivali che quando finiscono dietro le sbarre si portano dietro tutte le vecchie ruggini», ha detto il portavoce del carcere Rudy Esquivel.

La polizia penitenziaria è riuscita a ristabilire il controllo della struttura solo dopo un giorno. Pavoncito ospita oltre 900 detenuti, quasi tutti con condanne per omicidio, rapina e traffico di stupefacenti.

Il Guatemala è uno dei paesi più violenti dell'America Latina e ogni anno migliaia di persone vi sono assassinate. Il sistema carcerario è carente. Le prigioni sono spesso veri e propri centri di comando da dove i boss della malavita e del narcotraffico dirigono indisturbati le loro attività criminose.

giovedì 20 novembre 2008

118 giorni senza cuore, poi il trapianto

Un'equipe guidata dall'italiano Marco Ricci ha portato a termine con successo un trapianto cardiaco su una ragazza di 14 anni che è rimasta per 118 giorni senza cuore, sopravvivendo solo grazie ad una macchina che per quasi tre mesi le ha pompato sangue nell'organismo. È avvenuto a Miami e i medici hanno precisato di essere a conoscenza di un solo caso analogo, avvenuto in Germania, ma che riguarda un paziente adulto.
Su una paziente così giovane si tratta del primo caso al mondo. La ragazza, D'Zhama Simmons, del South Carolina, con un fil di voce ha detto in una conferenza stampa tenuta al Miami/Jackson Memorial Medical Center di aver vissuto un'esperienza «spaventosa», ma ha anche aggiunto di sentirsi ora «abbastanza bene». «È stato come sentirsi una persona che non esiste. Tutto dipendeva dal buon funzionamento di un macchina». La paziente soffriva di una cardiomiopatia dilatata, una patologia tale per cui il cuore si dilata senza avere la forza di pompare il sangue. Sottoposta ad un primo trapianto cardiaco il 2 luglio scorso al Miamìs Holtz Children's Hospital, D'Zhama Simmons ha rigettato l'organo, che è stato rimosso. Da allora le sono state collegate due pompe cardiache esterne, che sono rimaste in funzione fino al 29 ottobre, giorno in cui è stata sottoposta ad un nuovo trapianto.
«Lei ha vissuto per 118 giorni senza cuore, con la sua circolazione sanguigna consentita solo grazie a due pompe esterne» ha detto il professor Ricci, direttore del reparto di chirurgia cardiaca pediatrica. Per tutto il periodo la paziente ha potuto muoversi, fino a quando non è stato trovato un cuore compatibile. Per il nuovo trapianto i chirurghi hanno proceduto trovandosi di fronte un intervento mai tentato prima: un trapianto cardiaco per inserire un cuore in un paziente che ne era privo. «A quanto ci risulta un intervento così, soprattutto su un paziente così giovane, non era mai avvenuto» ha detto Ricci.

mercoledì 19 novembre 2008

L'uomo incinto è di nuovo in dolce attesa

Il primo uomo incinto del mondo ha mostrato la sua prima figlia, Susan, di cinque mesi in una trasmissione televisiva americana. L'americano Thomas Beatie, ex donna transgender diventata uomo dieci anni fa, ha rivelato in un'intervista esclusiva al sito "Abc News" di aspettare il secondo bambino. Beatie ha partorito la sua prima bambina, Susan, in primavera.

La sua storia ha fatto il giro del mondo e le sue foto con tanto di barba e pancione hanno incuriosito milioni di persone. E adesso torna nuovamente sulla scena, dichiarando di essere "incinto" per la seconda volta e portando la sua prima bimba in tv. «Stiamo vivendo il sogno americano», ha commentato Beatie, «e non potrei essere più felice. Ho una moglie amorevole e questo miracolo di bambina».

venerdì 7 novembre 2008

Stadio inagibile? Se lo rifanno i tifosi

Tribune inagibili, nessun fondo, ma un amore infinito per la propria squadra. E' questo che ha spinto i tifosi dell'FC Union Berlin a mettersi in proprio, rimboccarsi le maniche e armarsi di tutto il necessario per mettere in piedi... il nuovo stadio. Sì, i tifosi dell'FC Union Berlin (serie C tedesca) si faranno da soli il proprio stadio.
Come riportato dalla Stampa, circa 900 supporters tedeschi, stanchi di aspettare finanziamenti pubblici per ammodernare lo stadio di casa (costruito nel 1920 e attualmente inagibile) dal 2 giugno si ritrovano ogni mattina introno alle 6,30 sul prato dell'An derlten Forsterei armati di vanghe e trapani e iniziano a lavorare. Volontariamente e senza alcuna ricompensa economica. Ad oggi, sono state spese già 45.000 ore di lavoro complessive.
Per fare la propria parte, c'è persino chi si è licenziato e chi, non potendo essere presente, versa dai 10 ai 25 euro su un apposito conto. A coordinare i lavori c'è Sylvia Weisheit. Orario di arrivo sul cantiere? Le 5,30 del mattino.

mercoledì 5 novembre 2008

A canestro a 73 anni

Aveva dovuto abbandonare il basket 53 anni fa per entrare in aeronautica. Oggi si è ripreso il suo posto.
E' la storia di Ken Mink, probabilmente il più anziano giocatore di pallacanestro della storia.

martedì 4 novembre 2008

Asportata la lingua per un cancro e ricostruita con tessuti della gamba

Intervento d'avanguardia al Norfolk and Norwich University Hospital, in Inghilterra. A causa di un tumore, la 52enne Sue Unsworth era destinata a perdere circa metà della sua lingua, colpita da un tumore che aveva colonizzato gran parte dell'organo. Ma i chirurghi che l'hanno assistita, dopo aver rimosso il cancro, hanno ricostruito la lingua con parte dei tessuti della gamba della donna. Otto ore di intervento per consentire a Sue di tornare a parlare e a mangiare autonomamente.


La donna ha avuto la diagnosi esattamente un anno fa, quando il suo dentista l'ha inviata in ospedale per dei controlli, insospettito dal rigonfiamento della lingua di Sue, che aveva cambiato dimensione nell'arco di pochi mesi. Immediatamente dopo aver avuto il verdetto dei medici, la donna è stata ricoverata in ospedale per essere sottoposta all'insolito intervento. Per regalarle una lingua nuova, i medici hanno usato pelle, tessuti molli e muscoli della sua gamba.


La donna ora sta imparando a mangiare e a parlare di nuovo, «e i medici, a cui sarò eternamente grata fino all'ultimo dei miei giorni - racconta la donna sulle pagine del britannico Daily Mail - dicono che ho già fatto ottimi progressi». Tra questi, però, manca la prova allo specchio. «Non ho ancora guardato la mia lingua - ammette Sue - non mi sento ancora pronta a farlo».

lunedì 3 novembre 2008

Ballerino super a soli 5 anni

Uno stile tutto suo simile al breakdancing e l'esibizione del ragazzino cinese fa il giro del web.

Malore in diretta televisiva per Andreotti


Sguardo fisso nel vuoto, il senatore a vita Giulio Andreotti, seduto sulla poltroncina bianca dello studio tv di Canale 5, non risponde alle domande di Paola Perego, che lo sta intervistando per "Questa domenica".
La conduttrice, perplessa, ripete la domanda: «Senatore, quale è il futuro dei nostri giovani?», formulata per la prima volta senza esito dopo la visione nel monitor di un filmato che riguardava Andreotti. Stesso silenzio, Andreotti sembra assente e continua a fissare lontano un punto forse nel monitor, imbambolato. La Perego si sporge dalla sua poltroncina a fianco del senatore e quasi lo tocca, si teme un malore, e la regia manda uno spot pubblicitario. Dopo la pubblicità Andreotti non è più in studio, e la conduttrice lo richiama «per avere il saluto del pubblico, visto che l’interruzione pubblicitaria è stata un pò brusca». Così Andreotti rientra, si accomoda tra gli applausi in mezzo a due ragazze e, tornato baldanzoso, chiude l’empasse con una battuta: «Sono contento del fatto che mi avete messo tra due belle ragazze invece che tra due ladroni...».

giovedì 30 ottobre 2008

Nuova Zelanda: il premier cade in diretta


Il primo ministro australiano Helen Clark inciampa rovinosamente in Nuova Zelanda mentre visita un locale a Christchurch.

Il peggior pugile di tutti i tempi si ritira

Se ne va il re dei perdenti, quello della carriera all'incontrario, quello che il gong l'ha sentito sempre dal tappeto. Il più grande professionista della sconfitta: 256 match persi su 299. Una disgrazia più che una statistica. Peter Buckley, pugile inglese di Birmingham, a 39 anni striscia fuori dal ring. Ha combattuto più di ogni altro al mondo. E non ne può più di occhi neri e di stringere i denti fino all'ultima ripresa. Anche se negli ultimi cinque anni ha rimediato 88 sconfitte consecutive Buckley, che ha attraversato cinque categorie e quattro generazioni di pugili, sul ring non si è risparmiato e ha sempre resistito fino all'ultima ripresa. Un eroe dell'insuccesso, uno che ha incontrato 18 futuri campioni del mondo e si è fatto stampare la faccia da tutti. Altro che Rocky, lo chiamano "The Professor". Nessuno come lui sa insegnare l'arte del non restare in piedi. L'hanno anche premiato nel 2003, per la sua onesta e tenace ricerca della sconfitta, lui ha ritirato la medaglia e poi è andato a farsi picchiare ancora una volta.

Però non è un masochista, infatti domani si ritira, sarà la sua ultima volta da perdente, il match numero 300, contro un welter, quasi debuttante, Matin Mohammed, con cui ha pareggiato venti giorni fa, nel risultato più eccitante delle sue ultime cinque stagioni. Non vuole essere una maglia nera anche nella vita. "Prendere pugni non è entusiasmante. Ho una figlia e una bella casa, voglio godere un po'". Chissà se ci riuscirà. Non è il primo ad aver costruito la sua fama sulla capacità di perdere. E di riperdere. Anche Chuck Wepner, a cui Sylvester Stallone si è ispirato per il personaggio di Rocky, è stato un vero pugile, ha preso un sacco di cazzotti e ha avuto una carriera poco invidiabile.

Sulla sua faccia tutti hanno fatto tutto. Non serve prova: 300 punti di sutura bastano e avanzano. Coma basta il soprannome: "Il sanguinante di Bayonne". Wepner fu l'ultimo a combattere nel 1970 contro Sonny Liston. E a straperdere: 120 punti sul viso, un martirio, un rattoppo continuo. A lui si deve una delle migliori battute sulla boxe. Quando infatti chiesero a Liston se Wepner fosse stato l'avversario più coraggioso mai incontrato lui rispose: "No, lo è il suo manager".

Ma almeno il vero Rocky, sconfitto da Ali per ko tecnico all'ultima ripresa, si è preso l'unica soddisfazione della sua carriera, quella di mandarlo al tappeto al nono round. Anche se Ali dichiarò di essere scivolato. C'è una foto che ritrae proprio quel momento: Ali che cade all'indietro e Wepner, con la faccia e la ciccia sudata e l'aria di chi non crede ai miracoli, che lo guarda dubbioso: oddio, mica lo avrò mandato al tappeto? Buckley che non hai combattuto per un titolo importante sogna l'impossibile davanti alla folla di casa. Lasciare non a testa bassa, ma a braccia alzate, sarebbe la sua 32esima vittoria dopo 256 sconfitte. Il segno che andare indietro stanca e che almeno per una volta, per la mitica ultima volta, è bello ripartire con la sensazione di non essere quello che resta con i lividi. Anche se non si illude: "La boxe mi ha salvato dal finire in prigione, mio padre è morto che avevo 15 anni, ero un delinquente da strada. La palestra è stata la mia casa, ero sempre lì ad allenarmi e a disposizione, ho accettato chiamate anche all'ultimo momento, anche alle otto di sera. Se c'era un buco da tappare nelle riunioni arrivavo io, pronto a sostituire ogni avversario, mai detto no a nessuno, spesso sono salito sul ring con gli occhi ancora neri per la sconfitta precedente. Non do la colpa a nessuno, mi sono sempre gestito la carriera. E' che ad un certo punto è stato più conveniente perdere, anche se da professionista della sconfitta non mi sono mai buttato via". In America, paese che non vive bene il mito del perdente, una commissione ha proposto la perdita della licenza pugilistica alla decima sconfitta consecutiva dell'atleta, ma in Inghilterra l'unico criterio è l'idoneità medica.

Purtroppo il suo non è un record: 31 successi, 256 sconfitte,12 pareggi sono un inferno sportivo, ma non bastano per finire nel Guinness dei primati che appartiene all'americano Reggie Strickland con 363 matches e 276 incontri persi. Strickland, che ha 5 figli e viene da una famiglia di pugili, tutti asini come lui, chiede subito (prima di combattere) i soldi, si accontenta anche di 100 dollari, al massimo una volta ne ha guadagnati 3.500, molto meglio del suo salario da cuoco. Viaggia su un camioncino, e prende seriamente la sua carriera da loser. Non si lamenta che alcuni stati, Ohio, Illinois, New Jersey e Pennsylvania e Nevada, l'abbiano bandito con la motivazione: "Uno che campa sulla sconfitta non è morale". Lui si difende: "So come non farmi male. E poi come farebbero i vincenti senza i perdenti?". Già, andatelo a dire a Raymond Poulidor, 14 Tour senza una maglia gialla, che nel '73 la perse per 80 centesimi di secondo nel prologo di Scheveningen, per colpa o merito di Zoetemelk. E che come ricorda Gianni Mura sulla sfortuna scoprì la sua filosofia che spiegò così: "Più ero perseguitato dalla iella, più ero popolare, più facevo soldi. Un giorno mi sono chiesto seriamente: a cosa serve vincere, se perdendo sono più amato e famoso di quelli che mi hanno battuto?". Domanda che non si pose mai il re della maglia nera, Luigi Malabrocca, detto Luisìn, sempre ultimo, ultimissimo, perché così riusciva a guadagnare due lire e a battere la miseria. Al Giro d'Italia andava in fuga dietro al gruppo, entrava nei bar e non ne usciva più. Ultimo nel '46 a 4h. 9'34'' da Gino Bartali: un'impresa. Ultimo nel '47 a 5h.52'20'' da Fausto Coppi: un capolavoro. Un uomo solo in coda, Malabrocca. Fino a quando non arrivò un altro campione nella lotta al fuori tempo massimo, Sante Carollo, che nel '49 lo fregò con la complicità dei cronometristi, che spazientiti, non aspettarono Luisìn al traguardo e gli attribuirono lo stesso distacco del gruppo. Così Carollo gli soffiò la maglia nera e Malabrocca dalla delusione lasciò il ciclismo. Chi vince non sa mai quello che si perde.

mercoledì 29 ottobre 2008

L'uomo leopardo torna a casa

Dopo 20 anni vissuti da selvaggio, Tom Leppard, 73 anni, un corpo tatuato da felino, cambia vita
"Ormai alla mia età non posso permettermi più questo tipo di vita", ha detto Tom, che praticamente viveva come un vero leopardo, con tutte le scomodità che la cosa comportava.
Ora andrà a vivere a Broadford: "Sarà molto strano vivere con un tetto e quattro muri", ha confidato. Anche un po' dispiaciuto.

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Mostra choc, il lato animale dell'uomo

Un uomo a quattro zampe con un guinzaglio, o mentre è disteso con a fianco una pecora, o sul banco di un macellaio...immagini troppo forti per il pubblico parigino. Almeno questo è quanto hanno stabilitò le autorità della capitale francese, intevenute per bloccare la mostra dell'artista russo, Oleg Kulik, che attraverso questi scatti vuole smuovere le coscienze e raccontare il suo lato animale.

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lunedì 27 ottobre 2008

Uribe corona il sogno: matrimonio

Per anni la cronaca si è occupata di lui. La sua vita è stata scandita soprattutto dai chili. Manuel "Meme" Uribe (ex uomo più pesante del mondo aveva toccato i 560 chili) si è sposato con Claudia Solis. Ma per festeggiare "Meme", che oggi pesa 340 chili, è stato necessario organizzare le cose curando ogni dettaglio. E così lo sposo è stato adagiato su un baldacchino mobile che ha attraversato le strade di Monterrey in Messico dove si è svolta la cerimonia con relativa festa


venerdì 24 ottobre 2008

Ritorno dallo spazio. La Soyuz atterra nel Kazakhstan

È atterrata nel Kazakhstan la Soyuz con a bordo due cosmonauti russi e un passeggero americano di ritorno dalla Stazione spaziale internazionale. Lo statunitense Richard Garriott, ideatore di videogiochi, ha pagato 35 milioni di dollari per soggiornare 12 giorni nella Stazione spaziale. I cosmonauti Sergei Volkov e Oleg Kononenko vi hanno trascorso sei mesi. «Mi sento alla grande, il rientro è stato perfetto» ha detto Gariott dopo essere stato estratto dalla capsula. Annerita dal rientro nell'atmosfera terrestre, la navicella ha frenato la discesa con un paracadute e accendendo speciali motori per attutire l'atterraggio, avvenuto alle 5.36 italiane come previsto, in un campo a circa 80 km da Arkalyk. «Non ricordo un atterraggio perfetto come questo» ha detto Anatoly Perminov, numero uno dell'agenzia spaziale russa.


Il turista spaziale Richard Garriott all'arrivo in Kazakhstan

Il cosmonauta russo Sergei Volkov

giovedì 23 ottobre 2008

Nuovo show di Kerry Katona: va ubriaca in tv

Kerry Katona è probabilmente una delle donne più odiate d'Inghilterra. Eppure i suoi trascorsi lasciavano prevedere ben altri sviluppi: solo un paio di anni fa era una delle componenti della band musicale delle Atomic Kitten. Poi problemi sentimentali e finanziari l'hanno relegata nelle retrovie dei reality show che le hanno consentito di continuare a lavorare (fa parte della storiai del trash la diretta della sua maternità in ospedale). Ma Kerry ne ha combinata una delle sue. Per lanciare il nuovo programma si è presentata in tv. Ma era ubriaca.